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Dune chalet Civitanova Marche

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Dune Chalet è aperto a Civitanova Marche da pochissimo tempo, visto che ha preso il posto di quello che era il rinomatissimo Batik, pioniere dell’intrattenimento notturno della città di mare. A rilevarlo è stato Marco Servidei, dell’omonimo bar in via Saragat. Dune Chalet è un piccolo angolo di mare Adriatico dove si fondono il cibo, l’intrattenimento, il relax e la spiaggia. Un vero divertimento quindi dalle prime ore dell’alba fino a tarda notte. Il locale regala un’atmosfera unica, a tratti molto romantica, ed offre ai propri clienti il meglio, soprattutto nella stagione estiva. Ottimo cocktail abbinati a cibo buonissimo, un arredamento elegante e di classe, ed un personale cortese e di grande professionalità. La musica, molto bella, accompagna tutte le ore del giorno ma è la protagonista degli eventi dopo cena. Rispetto al precedente locale si guarda di più alla ristorazione di classe (da qui la collaborazione con numerosi chef rinomati) e alla spiaggia. La grande novità è la colazione dal barbiere in spiaggia e la “phonata” per le signore prima dell’ora di cena. Tutto è reso possibile grazie alla collaborazione con Figaro, regno hipster della barberia che ricaverà un piccolo spazio all’interno del locale. Con loro sarà possibile realizzare il rito della colazione in riva al mare mentre ci si taglia i capelli per gli uomini ed una messa in piega la sera per le donne. All’interno, come detto, ristorazione di qualità con toni del bianco e all’esterno una bella vista sul Conero con 20 tavoli per cenare con illuminazione serale ed intima.

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Panza cocktail bar Civitanova Marche

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Il Panza cocktail bar è stato attivo fino al 2021. Dall’estate 2022 al suo posto potrete trovare un nuovo locale chiamato la Biga Beach.

Come raggiungere il Panza di Civitanova Marche

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Calamarao sushi corner Civitanova Marche

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Come raggiungere il Calamarao sushi corner di Civitanova Marche

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Vecchio Caffè Maretto Civitanova Marche

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Con il Vecchio Caffè Maretto facciamo un viaggio nella storia di Civitanova Marche e andiamo alla scoperta di uno dei locali più famosi ed importanti della zona. Una storia, quella del Caffè Maretto, che inizia nel lontano 1862, quando il Duca Lorenzo Sforza fece costruire la sua residenza estiva. Nel loggiato del suo palazzo di lì a poco, da una mescita di vino e liquori frequentata da pescatori nacque un caffè che divenne il salotto buono della città.

Quel caffè si chiamava Annibal Caro, ed era il ritrovo privilegiato di gente ricca e benestante, che poteva permettersi una consumazione al tavolo. Pensate che questo locale è descritto anche dalla grande scrittrice Sibilla Aleramo nel suo romanzo più famoso, Una Donna.

Nel 1923 entra nella gestione del locale Maretto, figlio di Ciriaco. Questo nome si legherà per sempre alla struttura.

Con ogni probabilità questo è il più antico caffè delle Marche, ed è stato luogo di incontro di personaggi importanti nel corso del tempo, ambiente che era punto di riferimento della cultura e della società. Da tutti è definito un salotto tanto è evidente l’eleganza. Nel corso della sua storia però ha anche subito diverse chiusure, e nel 2014 la famiglia Leonardi di Montegranaro gli ha restituito il vecchio splendore.

La struttura si presenta elegante come detto, trasuda storia sia all’esterno che all’interno. Gli stemmi antichi sono ancora lì a segnare la storia, mentre all’interno sono ancora presenti gli affreschi di Milo Manara, icona dell’arte del ‘900, che realizzò per il Vecchio Caffè Maretto sulla volta a crociera.

Insomma storia, arte e fascino si fondono in questo locale che anche oggi è luogo ideale per passare ogni momento della giornata. Dalle ricche colazioni al mattino fino alla cucina, che ogni giorno riserva la possibilità di variare le preparazioni e che propone quindi menù del giorno sempre nuovi.

Il Vecchio Caffè Maretto è caffetteria, cocktail bar (con creazioni originali e gustose che si accompagnano ai grandi classici della tradizione), cucina, gintoneria (con etichette pregiate e percorsi gustativi su misura), e ambiente in cui trovare una grande selezione di distillati e di vini.

Un caffè che propone poi dolci e pasticceria di alta qualità, e vi dà la possibilità di rilassarvi nei momenti dell’aperitivo, offrendo anche un affaccio sulla piazza principale di Civitanova Marche, Piazza XX Settembre.

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Cala Maretto Civitanova Marche

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Sul Lungomare Piermanni di Civitanova Marche, affacciato sul Mare Adriatico, si trova Cala Maretto, un locale che saprà farvi vivere esperienze indimenticabili ogni giorno dell’anno. Nel locale e nel menù si fondono tradizione e innovazione, ricerca e radici del territorio. Dalle serate con gli eventi alla tranquillità della spiaggia, dal comfort al relax e la riservatezza e poi ancora i party della stagione invernale. Cala Maretto offre un’esperienza a 360 gradi, che sotto pandemia è diventata anche delivery Il primo ambiente è il ristorante, con piatti che richiamano la tradizione della cucina di mare con ingredienti semplici e di qualità, rivisitati in chiave moderna, dai tratti esotici ed inaspettati. Le paste fatte a mano sono l’elemento centrale dei primi piatti. Il menù è un insieme di proposte che soddisfa ogni palato, grazie anche all’inserimento di elementi internazionali che si sposano con i classici della nostra cucina e ai secondi di pesce. A completare l’offerta c’è la Pinsa romana in chiave Gourmet. Il tutto accompagnato da una buona bottiglia di vino tra le tante etichette presenti nella carta per un pranzo o una cena in riva al mare.

Il Beach Club è il luogo ideale nel quale godersi l’estate grazie anche ad uno staff unico e sempre presente, che soddisferà ogni esigenza direttamente sotto l’ombrellone, dal pranzo fino all’aperitivo tra vini e cocktail. In spiaggia ci sono morbidi lettoni in pelle, prese di corrente e dispositivi per il relax. Al bar sono disponibili centrifugati, verdure e bibite fresche, ma anche panini, insalate e piatti healthy.

Le serate estive del Cala Maretto sono ormai una realtà della zona. I Lunedì estivi con “Baciami Signorina” per chi ama il glamour e i mercoledì invernali con il format Furore.

La location sulla spiaggia è anche l’ideale per organizzare eventi privati come matrimoni, battesimi, compleanni ed eventi aziendali. Gli event planner ti aiuteranno a definire tutti i dettagli. E dal 2020 il Cala Maretto offre la possibilità di organizzare eventi a casa tua aiutandoti nell’allestimento e nelle preparazioni.

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Outlet Chiara Ferragni

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Il logo del marchio di Chiara Ferragni - Credits: Chiara Ferragni

Molto spesso ci contattano le fan di Chiara Ferragni per sapere se nelle Marche o in Italia ci siano degli outlet Chiara Ferragni, purtroppo la risposta è negativa. Non esistono al momento spacci aziendali ufficiali dove trovare l’abbigliamento, le scarpe e gli accessori firmati Chiara Ferragni.

Quando è iniziato il progetto Ferragni e quando è nata la prima linea di scarpe?

Il progetto è iniziato nel 2009 quanto la Ferragni insieme a Riccardo Pozzoli pubblicano online il blog chiamato “The Blonde Salad”. Nel 2010 viene creata e presentata la prima linea di scarpe. Da aprile 2021 Chiara Ferragni fa parte del consiglio di amministrazione della Tod’s.

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Chiara Ferragni entra nel Cda Tod’s. Diego Della Valle: “con lei più vicini al mondo dei giovani” ed il titolo vola in borsa

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Chiara Ferragni entra nel cda di Tod’s. Questa è la notizia del giorno, che sta facendo il giro di tutti i media. La fashion blogger ed influencer più famosa d’Italia entra quindi nella maniera più forte possibile nell’universo dell’eccellenza italiano.

Il gruppo Della Valle è uno dei più importanti del nostro Paese, con i marchi Tod’s, Hogan, Fay e Roger Vivier che sono famosi in tutto il mondo e che rappresentano il massimo della qualità e del made in Italy. Molto soddisfatto l’a.d. Della Valle: “Cercheremo di costruire progetti solidali e di sostegno per chi ha più bisogno, sensibilizzando e coinvolgendo sempre di più i giovani”.

Chiara Ferragni entra nel consiglio di amministrazione dell’azienda Tod’s

Il gruppo ha così annunciato l’entrata di Chiara Ferragni nel cda di Tod’s attraverso una nota ufficiale: “Ritenendo sempre più importante occuparsi di impegno sociale, della solidarietà verso il prossimo e della sostenibilità nel rispetto dell’ambiente e del dialogo con le giovani generazioni Tod’s nomina Chiara Ferragni membro del consiglio di amministrazione. Siamo certi che la conoscenza di Chiara del mondo dei giovani, unita all’esperienza dei membri del cda possa costruire un gruppo di pensiero dedicato a progetti focalizzati alla solidarietà verso gli altri, con forte attenzione al mondo giovanile che, mai come in questo momento, ha bisogno di essere ascoltato”.

Molto soddisfatta chiaramente anche la diretta interessata, che ha speso parole di ammirazione per il gruppo aziendale di cui è entrata a far parte: “Diego Della Valle per la fiducia e il rispetto che ha nei miei confronti come donna e manager. Unirmi al gruppo Tod’s significa dare voce alla mia generazione con una delle eccellenze dell’Italia nel mondo”.

Il titolo Tod’s dopo la notizia vola in Borsa

La notizia è di grande importanza non solo per il mondo della moda e della comunicazione in generale, ma anche per quello economico, viste le immediate ripercussioni della notizia. Nell’ultima seduta della settimana in borsa, infatti, Tod’s ha fatto un balzo in avanti di quasi il 10%, con un valore di 31,50 € a fronte dei 28,50 dell’apertura.

Pensare che il gruppo Tod’s aveva chiuso il 2020 con un calo di fatturato del 30%, a 637,11 milioni di €. Ma l’annuncio dell’ingresso di Chiara Ferragni nel cda ha dato un impulso eccezionale al valore del marchio, e conferma la volontà di Della valle di puntare forte sul mondo dei giovani.

La figura di Chiara Ferragni rappresenta di certo una grande novità per il cda di Tod’s, una sorta di cambio di rotta deciso anche nelle scelte aziendali e di mercato. Diego della Valle non è nuovo comunque ad operazioni di questo tipo, visto che qualche anno fa aveva scelto personalmente Inès de la Fressange come ambasciatrice del marchio Roger Vivier. Ora è la volta di un’altra influencer, che già conosceva il mondo Tod’s.

Chiara Ferragni e il noto marchio avevano infatti già collaborato per diverse operazioni commerciali, per alcune campagne pubblicitarie e una capsule di borse gommini. Ora però il rapporto si fa più stretto, con la Ferragni che nel cda si occuperà di sostenibilità e di nuove generazioni.

Questa notizia è anche simbolo di un nuovo modo di “comunicare” che da qualche anno ormai sta investendo il mondo della moda e non solo. Blogger prima, influencer poi. Nei social passa ormai la maggior parte dei messaggi promozionali dei grandi marchi, e il lavoro si unisce alla vita privata. La Ferragni è diventata maestra in questo, diventando nel suo ruolo una delle figure più popolari e seguite al mondo, tanto da essere studiata in alcuni corsi universitari (come ad Harvard) e da diventare l’oggetto di numerosi libri.

La sua carriera è stata molto vivace. Prima semplice influencer, poi imprenditrice digitale, con ruolo gestionale nelle proprie società, ed ora membro del cda di Tod’s. Ma di Chiara Ferragni sono note anche le sue battaglie sociali portate avanti insieme a suo marito Fedez. Con lui l’utilizzo dei social è diventato anche strumento di impegno civile: appuntamenti musicali sul terrazzo nel corso del lockdown, campagne per l’uso delle mascherine, la raccolta fondi per la creazione del reparto di terapia intensiva al San Raffaele, per il quale i due hanno vinto l’Ambrogino d’oro, massima onorificenza di Milano. Hanno poi promosso il turismo in Italia, e la Ferragni è impegnata nelle battaglie per le conquiste femminili. L’ultima battaglia è della scorsa settimana, contro la Regione Lombardia per la lentezza nel piano vaccini.

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Outlet Fiorangelo Falerone

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L’outlet Fiorangelo si trova nelle Marche nel comune di Falerone (FM) in Via Molino Vecchio 1C.

Cosa si trova nell’outlet Fiorangelo Falerone

Nello spaccio Fiorangelo troverete: scarpe ed accessori per donna.

Marchi trattati

  • Fiorangelo

Orario di apertura spaccio aziendale

Dal lunedì al venerdì lo spaccio aziendale è aperto dalle ore 8 alle ore 12.30 e dalle ore 14 alle ore 19. Sabato e domenica chiuso.

Come arrivare all’outlet Fiorangelo

Numero di telefono outlet

0734 719253

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Outlet Pandoro

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Quasi tutte le migliori aziende che producono il Pandoro hanno un outlet dove acquistare i dolci tipici di Natale compreso il noto Panettone. Qui si seguito troverai la storia, le leggende, curiosità e le offerte con prezzi bassi.

La storia del pandoro e le leggende che ruotano attorno a questo classico dolce natalizio sono, per i più, un vero e proprio segreto. Il pandoro è un dolce soffice, molto goloso, uno dei simboli indiscussi del Natale. Ma quali sono le origini di questo dolce? Dove è nato?

Le prime tracce di questo dolce buonissimo e di tradizione veronese, secondo la storia, sono nel 1500, durante la Repubblica veneziana. Alcuni però pensano che sia un’evoluzione di altri dolci, tra i quali il Nadalin, dessert a forma di stella o il pan di Vienna, che è simile ad una brioche ed è di origine asburgica. Tutti dolci, questi, che hanno come ingrediente principale il burro e l’impasto soffice.

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Ma commercialmente parlando, e questa è l’unica certezza, il pandoro nasce a Verona dal pasticcere Domenico Melegatti, che ottiene dal Ministero di Agricoltura e Commercio del Regno d’Italia il brevetto ufficiale per un dolce natalizio. La data era il 14 ottobre del 1884, e da allora il Natale di tutti noi avrebbe avuto un sapore diverso.

Melegatti realizzò la ricetta prendendo ispirazione da un dolce della tradizione veronese. Nei villaggi di queste terre infatti, le donne cucinavano il Levà, dolce lievitato con mandorle e zucchero. Le donne si ritrovavano insieme per cucinarlo e mangiarlo la sera della vigilia di Natale. La stessa ricetta venne utilizzata da Melegatti con aggiunta di uova e burro ma eliminando la copertura di mandorle che poteva rendere difficile la lievitazione, così da rendere l’impasto morbido e soffice. Melegatti creò addirittura un forno apposito per cuocere il dolce.

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Per quanto riguarda invece la forma a stella classica, questa venne realizzata da Angelo Dall’Oca Bianca, un pittore dell’epoca che creò il famoso stampo a piramide con le otto punte. Un dolce che da subito fu un gran successo e che entrò nella tradizione natalizia di tutta Italia, insieme al suo rivale, il panettone.

Ma perché il pandoro si chiama così? Secondo una leggenda sembra che il nome gli fu dato da un pasticcere che dopo aver tirato fuori il dolce dal forno rimase sorpreso per il colore dorato e lo chiamò così Pan d’oro. In molti hanno cercato, nel tempo, di riprodurre la ricetta, tanto che famosa è la storia della sfida delle mille lire. Circa 140 anni fa questa era una cifra che rappresentava una fortuna, e che fu messa in palio proprio da Melegatti: gli imitatori che si fossero presentati con un dolce che aveva la stessa ricetta del pandoro avrebbero vinto. Ma nessuno portò a casa il premio.

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Così nasce il dolce che oggi tutti conosciamo, a forma di stella, morbido e ricoperto di zucchero a velo, che da sempre è rivale del panettone nel periodo natalizio. Ancora oggi il pandoro è un dolce difficilissimo da riprodurre in casa visti i lunghissimi tempi di preparazione: ben 36 ore di lavorazione e almeno 10 ore di lievitazione, con 7 cicli di impasto per ottenere la classica consistenza.

Inoltre è un dolce molto difficile da cuocere, perché è complicato mantenere la giusta temperatura in modo uniforme su tutti i lati del forno (almeno in quelli casalinghi), ed evitare che si formi la crosta in superficie, tipica invece del panettone.

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Outlet Panettone

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Quasi tutte le migliori aziende che producono il Panettone hanno un outlet dove acquistare i dolci tipici di Natale compreso il famoso Pandoro. Qui si seguito troverai la storia, le leggende, curiosità e le offerte con prezzi vantaggiosi.

Il panettone è un tipico dolce milanese che è ormai diventato una tradizione natalizia sulle tavole di tutti gli italiani ma non solo, visto che è presente anche in Argentina, in Brasile ed in Uruguay. In pochi però conoscono la sua storia e le leggende che sono legate a questo dolce. Scopriamole dunque insieme.

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La prima leggenda narra che il panettone è nato alla corte di Ludovico il Moro, signore di Milano nel Xv secolo. Il cuoco ufficiale della famiglia Sforza, durante il banchetto della vigilia di Natale, bruciò per sbaglio un dolce. Per cercare di recuperare la situazione, lo sguattero di cucina Toni, utilizzò un panetto di lievito lavorandolo con farina, uova, uvetta, canditi e zucchero, ottenendo così un impasto particolare e morbido. Il dolce fu apprezzato così tanto dalla famiglia Sforza che decise di chiamarlo “pan di Toni”, da cui deriva la parola panettone.

Il dolce venne apprezzato così tanto che la famiglia Sforza decise di chiamarlo “pan di Toni”, da cui deriverà nei secoli a venire il termine “panettone”. Questa però non è l’unica leggenda legata a tale dolce natalizio, perché secondo altre storie ad inventarlo sarebbe stata suor Ughetta oppure Ughetto degli Atellani.

Una seconda leggenda racconta che l’invenzione fu del falconiere Ugo, che divenne garzone nella bottega di Toni, padre di Adalgisa, fidanzata di Ludovico il Moro. Il dolce nacque una notte per sbaglio, ma poi entrò in ogni casa dei milanesi.

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La terza leggenda ha per protagonista una suora, suor Ughetta, cuoca in un convento milanese. Per Natale pensò di fare un dolce per le consorelle usando ciò che c’era in dispensa. Fece un impasto di pane aggiungendo zucchero, uova, canditi e uvette. Le suore apprezzarono e il dolce fu subito un successo in tutta Milano.

Tra tante leggende l’unica cosa che sappiamo è che il Panettone ha origini nel medioevo, ed è legato alla tradizione dell’epoca di preparare un dolce in occasione del Natale: una sorta di pane molto ricco che veniva servito ai commensali. Le prime prove di questo dolce, secondo gli storici, sono del 1606, quando nel dizionario milanese-italiano si parla del “panaton de danedaa”. All’epoca era basso e non lievitato, simile al pandolce di Genova. La ricetta venne poi perfezionata e prese il nome di “panattón o panatton de Natal”.

Il panettone è quindi storicamente un grande pane, utilizzato per tradizione a Milano. Pietro Verri nella sua “Storia di Milano” riporta che con questo pane si celebrava il Natale sul finire del ‘700: era la cerimonia del ceppo: si dividevano grandi pani di frumento tra i membri della famiglia insieme a carni di maiale.

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La forma attuale venne ideata negli anni Venti, quando Angelo Motta prese ispirazione dal Kulic, un dolce ortodosso che si mangia a Pasqua, aggiungendo quindi anche il burro ed avvolgendolo nella carta paglia. Molti erano i personaggi illustri che amavano il panettone, tra cui Alessandro Manzoni che nel 1871 ringraziava il fornaio del forno delle Grucce con queste parole: ““Al forno delle Grucce, ricco ormai di fama propria e no bisognoso di fasti genealogici, Alessandro Manzoni, solleticato voluttuosamente con vario e squisito saggio nella gola e nella vanità, presenta i più vivi ringraziamenti per il panettone con contorno”.

La tradizione milanese vuole che si mangi il panettone anche a San Biagio, il 3 febbraio. La leggenda vuole che il santo, medico e vescovo, abbia salvato un fanciullo che stava soffocando facendogli mangiare un pezzo di pane. Si mangia panettone quindi per prevenire problemi alla gola.

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Oggi ne esistono infinite varianti: classico, senza canditi, ripieno di crema, di cioccolato o ai frutti di bosco. Oggi, tra l’altro, prosegue il confronto storico tra chi ama di più il panettone e chi invece il pandoro.

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